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Isola di Lipari: oro bianco e oro nero La candida e leggera pietra pomice e la nera e inscalfibile ossidiana sono da sempre due tesori dell'isola. Sul Monte Pelato e sul Monte Chirica si trovano grandi giacimenti di pomice, materiale vulcanico ad altissima porosita' a causa delle bolle di gas che si formano durante le eruzioni all'interno del silicio. Fin dai primi anni dell'Ottocento dinamici imprenditori cominciarono ad estrarre la pomice, lavorarla e spedirla via mare in tutto il mondo, costruendo impalcature sulle spiagge a nordovest dell'isola che si protendevano a pettine verso il mare aperto, e alle quali attraccavano i bastimenti da trasporto. La pomice e' impiegata in vari settori, dall'edilizia ai detersivi e alla cosmesi. Vicino alla spiaggia di Porticello, il materiale scartato dalla lavorazione veniva scaricato fino a pochissimi anni fa direttamente in mare dalla collina, creando una cascata di polvere bianca sulla quale i turisti si divertono tuttora ad arrampicarsi per poi lasciarsi scivolare fino all'acqua, levigandosi nello stesso tempo la pelle. L'ossidiana invece e' lava raffreddata al contatto con l'aria cosi' velocemente da non formare un cristallo, ma un vetro molto simile a quello di produzione umana. Fin dall'antichita', gli abitanti di Lipari ne facevano uso, scheggiandola per creare armi e utensili, il cui commercio porto' alle Eolie ricchezza per secoli, fino all'avvento dei metalli. Attenzione pero' ai presunti gioielli di ossidiana, perche' la durezza della nera roccia vetrosa ne rende praticamente impossibile la lavorazione. |